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Venezia, la folla, i tornelli della discordia

Venezia da vivere, da scoprire, da preservare: aspetti di una sola realtà che deve comporre il valore della città e del sito Patrimonio Mondiale con il turismo e il benessere dei cittadini. Una “missione impossibile” che però necessita delle scelte urgenti e necessarie, decisioni importanti, come la delibera del Comune di Venezia, datata 24 aprile, che ha determinato delle diverse modalità di gestione dei flussi turistici in previsione del “ponte” del primo maggio.

Le cronache hanno raccontato della scelta “scomoda” di di piazzare dei varchi con i tornelli in luoghi ritenuti strategici per la regolazione del flusso dei visitati e che non hanno mancato di dare notizia e di provocare reazioni fra il disperato e il disparato, ma il primo cittadino veneziano ha dichiarato che non ci sarebbe “”niente di male nel disciplinare il traffico dei turisti nelle giornate di maggior ressa. – per poi aggiungere – Vogliamo dire a tutta l’Italia che le persone che decidono di venire a Venezia sono sempre ospiti importanti per noi. Stiamo sconsigliando, soprattutto a quelli che vengono in giornata, di arrivare in giorni da bollino nero».

L’ordinanza recita che si tratta di “misure urgenti per garantire l’incolumità pubblica, la sicurezza e la vivibilità nella città storica di Venezia in occasione del ponte della festività del primo maggio 2018” e ha previsto quattro sono le linee di intervento. Innanzitutto limitare l’accesso pedonale lungo la direttrice più battuta – da piazzale Roma e Stazione, per Lista di Spagna e Strada Nuova fino a San Marco – consentendola ai soli residenti e ai frequentatori abituali, in possesso della tessera Venezia Unica. I flussi pedonali “in eccesso”, diretti a Rialto e San Marco vengono quindi indirizzati su percorsi alterativi. Sono stati poi istituiti divieti di sbarco per i lancioni gran turismo da Cavallino Treporti, Jesolo, Musile e Quaro d’Altino, con la creazione di approdi ad hoc presso Fondamente Nuove e infine limitare la circolazione sul Ponte della Libertà solo gli abbonati ai park, taxi e bus.

E i tanto contestati tornelli sono stati posti ai piedi del ponte della Costituzione e all’inizio di Lista di Spagna e vengono attivati solo su segnalazione della polizia locale e in base al monitoraggio svolto con le telecamere. In caso di chiusura i turisti – non i residenti – saranno indirizzati su strade alternative. Deviazioni e sensi unici sono possibili anche in altri luoghi, se si rendesse necessario: “ci potrebbero essere divieti temporanei, transenne o aree interdette”. Capitolo a parte le sanzioni previste dal dispositivo: la trasgressione alle regole sarà punita con sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.

La delibera, nelle sue premesse, fa riferimento sia le “pregresse recenti esperienze” di afflusso straordinario, come quelle del Carnevale, che alla necessità di “sperimentare misure di gestione dei flussi turistici per minimizzare gli effetti negativi”, sia per tutelare la città patrimonio dell’UNESCO che quelle altre particolarmente sensibili dal punto di vista della sicurezza.

Dopo la prima giornata di sperimentazione, gli operatori hanno testimoniato una certa curiosità da parte dei turisti – preoccupati anche di restare bloccati all’interno del dedalo delle calli in caso di chiusura del varchi – e dalle reazioni dei residenti che, pur comprendendo la necessità di questa sperimentazione si sono divisi fra i possibilisti, quelli che si chiedono perché non sia stato fatto prima e quanti, invece, credono siano misure insufficienti e deleterie per l’immagine della città.

C’è da dire che l’amministrazione veneziana lavora da tempo a politiche di sensibilizzazione presso i turisti sull’opportunità di tenere dei comportamenti consoni, atti a rispettare la bellezza e la delicatezza di Venezia – si pensi a #EnjoyRespectVenezia – ma i numeri sono tali da diventare critici anche nell’accoglienza delle buone pratiche suggerite e, sopratutto, al momento risultano tardive, visto che il centro storico si “svuota” in media di tre residenti al giorno, proprio in ragione della sua invivibilità. Fra i sostenitori dell’iniziativa, in attesa di vedere che effetto avrà, ci sono commercianti, pubblici esercizi ed albergatori, che apprezzano il tentativo dopo anni di discussioni senza esito sulla tutela della città.

Nel frattempo, è in corso la seconda giornata di sperimentazione: è troppo presto per fare un bilancio ma, a parte la rimozione del varco di piazzale Roma da parte di un gruppo di protestatari e prontamente ripristinato, dal Comune fanno sapere che la situazione è sotto controllo, anche grazie alla massiccia campagna di comunicazione fatta prima, durante e – si spera – verrà fatta anche dopo, con un’attenta analisi dei dati.

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