Home / Categorie / Politiche Culturali / Dati / Turismo in Italia: ISTAT conferma il trend positivo

Turismo in Italia: ISTAT conferma il trend positivo

Per l’Istat il 2017 chiuderà con un incremento del 5,9 % dei pernottamenti registrati nelle strutture ricettive ufficiali. Si tratta di una crescita più marcata rispetto alla media (+ 5,1% secondo Eurostat) degli altri paesi UE.
Le 3,2 miliardi di notti rilevate in Europa confermano ulteriormente la leadership del Vecchio continente prima destinazione mondiale.

I dati parlano chiaro, l’Italia piace, sempre di più. Ben il 50% dei pernottamenti, tra alberghi e strutture extralberghiere italiane, sono stati acquistati da turisti stranieri. Molto meglio rispetto a Francia (31%) e Germania (21%).
Nel 2017 cresce in modo significativo anche il totale degli arrivi. Seppur in modo meno marcato (+4,5%).
In leggero aumento anche la permanenza media, intorno ai tre giorni e mezzo

La redditività del turismo è il terreno che fornisce i dati più incoraggianti per l’economia del Paese: nel periodo gennaio-novembre 2017 la spesa dei turisti stranieri è cresciuta del 7% secondo Banca d’Italia, per un ammontare complessivo di 37 miliardi di euro che contribuiscono a un significativo +8% nella bilancia dei pagamenti turistici.
L’osservazione del dato per macroregione evidenzia l’ottimo andamento del Sud. Registra infatti un aumento della spesa degli stranieri pari al +23,5% rispetto allo stesso periodo del 2016.
Una crescita dell’Italia particolarmente qualificata dal traino della domanda internazionale: i numeri dall’estero, infatti, salgono più dei movimenti turistici interni, sia per gli arrivi (5,2% contro 3,9%), che per presenze (6,3% contro 5,6%).
Un dato particolarmente significativo anche in vista delle prospettive di crescita previste per il mercato turistico mondiale. Le stime dell’Organizzazione Mondiale del Turismo(UNWTO) infatti, indicano una media del +4% fino al 2030; previsioni rosee anche per gli arrivi internazionali nel Belpaese che, secondo il Ciset, cresceranno nel 2018 di un +4,7%. L’aumento dei flussi turistici si riflette anche nei principali hub di mobilità del Paese con un +6,4% di viaggiatori in transito dagli aeroporti italiani (fonte Assoeroporti) e un +18,3%sui treni ad alta velocità e Intercity (fonte Travelnostop e TTG).

Crescono i numeri, cresce la qualità dei flussi e sale la reputazione del Paese. Tripadvisor, contenitore globale delle recensioni nel travel, per il 2017 assegna all’Italia un primato straordinario: ben la metà delle 10 esperienze turistiche maggiormente apprezzate dai viaggiatori di tutto il mondo sono italiane. Roma, Venezia e la Toscana sono, a parere dei “global travelers”, le mete che offrono i tour e le attività più popolari tra quelle prenotate con un importo inferiore a 150 dollari a persona.
Inoltre, i dati Google per il 2017 evidenziano un aumento delle ricerche che riguardano le mete turistiche del nostro Paese. Le tre città più ricercate sono Napoli (+25%), Firenze (+10%) eMilano (+8%), anche se la meta principale in termini di arrivi rimane Roma. Le località più ricercate sono invece le Dolomiti (+20%), leCinque Terre (+17%) e il Lago di Garda(+12%). Da sottolineare anche il crescente interesse per le località del Sud Italia: Cagliari(+49%), Napoli (+47%) e Amalfi (+ 26%), (Fonte: Google trends).

Questi numeri completano un quinquennio di importante crescita e consolidamento dei flussi turistici: nel periodo 2012-2017 gli arrivi complessivi nel Paese sono aumentati del 17,8% e le presenze del 12,1%.la contrazione dovuta alla congiuntura ella domanda interna causata dalla crisi economica negli anni trascorsi, l’Italia ha visto crescere le dimensioni del fenomeno turistico grazie all’aumento dei flussi provenienti dall’estero (+22,6% gli arrivi e +17,4% le presenze).
Questa crescita ha determinato un incremento della spesa dei turisti stranieri in Italia, che nel quinquennio è salita del 15,5%. Il turismo ha dunque agito in maniera significativa in funzione anticiclica contribuendo alla stabilizzazione ed alla crescita dell’economia del Bel Paese.

I progressi conseguiti dall’Italia nel turismo vanno confermati ed estesi nei prossimi anni. Le potenzialità in termini di crescita, qualità e sostenibilità della fruizione turistica del nostro patrimonio, di miglioramento dei principali fattori di competitività, delle competenze e dei servizi, nonché di crescita della produttività sono infatti ancora molto alte.
Proprio al fine di sfruttare queste potenzialità e cogliere le opportunità che si prospettano, l’Italia si è finalmente dotata di una strategia unitaria: il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, adottato nel 2017 dal MiBACT, dopo un lungo percorso di condivisione con tutto il comparto ed a tutti i livelli istituzionali, agisce sulle leve della qualità e della diversificazione dell’offerta, della competitività, delle tecnologie, del marketing, dell’organizzazione.
Con l’avvio del Programma Attuativo Annuale 2017-18, la strategia italiana è entrata in una fase immediatamente operativa:sono oltre 50 i progetti inseriti in questo “cantiere turistico”, con l’obiettivo di sostenere e governare la crescita del settore. Il Programma individua interventi per i quali sono attivi fondi di finanziamento pari a 600 milioni di euro, oltre a fondi CIPE approvati in data 28 febbraio 2018.

Il Piano Strategico ed il suo primo Programma Attuativo sono diretti a costruire condizioni per la convergenza e la mobilitazione di fonti finanziarie diverse, anche e soprattutto attraverso il concorso delle Regioni, di ANCI e delle Città Metropolitane. Queste ultime stanno orientando la propria azione in piena coerenza con la strategia nazionale, che esse stesse hanno contribuito a formare. Tutte concentrano le risorse anche comunitarie sulle priorità condivise e per la prima volta accade, a Costituzione invariata, che sul turismo il Paese si muova in direzione condivisa.
Anche la cooperazione con altri Ministeri è solidamente organizzata, come richiede la trasversalità della materia turistica. Anche in questo caso, per la prima volta, è stata avviata una programmazione unitaria di interventi con MAECI (Vivere all’Italiana e Destinazione Italia), MIT (Piano Straordinario della mobilità turistica e rete delle ciclovie turistiche), MIPAAF (Anno del cibo), MISE (Impresa 4.0 e Digital Heritage), Ministero della Salute (Turismo sanitario), Ministero dell’Ambiente (Turismo sostenibile nelle aree protette), MIUR (Borghi italiani e Settimana della cucina italiana) e Agenzia del Demanio (Bandi Cammini e Percorsi). Il calcolo finanziario che l’azione interministeriale riesce a innescare porta ad un a stima prudenziale di gran lungaoltre il miliardo di euro le risorse disponibili per il turismo.
Completano il quadro istituzionale le Camere di Commercio italiane che, con la nuova competenza di legge sul turismo, investono la maggior parte dei diritti camerali proprio sui temi del PST: ben 36 milioni di euro in tre anni.

Il Piano Strategico sta poi iniziando, come auspicato, a svolgere anche la sua funzione di stimolo ad investimenti imprenditoriali coerenti. Ferrovie dello Stato Italiane, Banca Intesa, Unicredit, Enel ed a breve anche Cassa Depositi e Prestiti e Banca del Sud: le forti sinergie con gli operatori economici e finanziari danno alla strategia nazionale una forza operativa di gran lunga superiore a quella che la sola parte pubblica è in grado di mettere in campo. Non si tratta solo delle ingenti risorse private (ad esempio, 5 miliardi la linea di credito dedicata al settore della sola Banca Intesa), quanto della univocità della linea di sviluppo perseguita. E’ ciò che, fino ad oggi, ha reso forti e più dinamici i nostri competitor e che, da oggi in poi, può consentire all’Italia di guardare con maggiore garanzia al proprio sviluppo turistico. A titolo di esempio, per capacità di innovazione del settore e orientamento alla sostenibilità, si cita il protocollo con ENEL per sviluppare la mobilità turistica elettrica attraverso una diffusa rete di ricariche presso le strutture ricettive e l’incentivazione della filiera italiana di sviluppo di mezzi del trasporto collettivo. I primi progetti pilota in questo settore verranno avviati proprio nelle 5 città (Roma, Venezia, Firenze, Milano e Napoli) grandi destinazioni di flussi turistici.
Anche le Associazioni di Categoria del comparto, che hanno avuto un ruolo determinante nella definizione del Piano Strategico, stanno orientando la propria azione a questa visione, con progetti, programmi ed interventi coerenti e svolgendo un ruolo di accompagnamento e supporto all’iniziativa imprenditoriale.

Aver investito sulla grande e nuova infrastruttura turistica fatta da cammini, borghi, ferrovie storiche, ciclovie, caselli e fari ha comportato che anche i grandi operatori internazionali abbiano orientato la propria azione: Airbnb ha promosso “Italian Villages” in tutto il mondo e TripAdvisor ha lanciato le esperienze uniche intorno agli attrattori del Paese.

 

Fonte: turismo.beniculturali.it

 

About Redazione Rivista Siti Unesco