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Con “Mi Rasna” si videogioca alla Storia Etrusca

Ad un mese dalla presentazione è già un successo “Mi Rasna – Io sono etrusco”, un videogioco, scaricabile da Google Play, ideato per avvicinare i giovani alla storia del popolo etrusco. Dai dati forniti dal Ministero, sono già  3500 gli utenti che lo hanno scaricato e quasi 300 hanno geolocalizzato i musei.

Un progetto pilota perché per la prima volta una società privata, la Ega appunto, è riuscita a coinvolgere un vasto ambito territoriale e perché il processo di gamification della cultura unisce utenti e musei. L’ambientazione costituisce un’occasione unica, infatti, per valorizzare un’area geografica che include il 95% del territorio etrusco, vale a dire tutte le regioni nelle quali si insediò il popolo etrusco.
Il giocatore vestirà i panni di un magistrato locale che dovrà gestire il benessere delle città attraverso una serie di azioni legate all’economia, all’agricoltura, all’allevamento, all’edilizia, all’estrazione delle risorse e dei manufatti prodotti dal popolo etrusco. Il paesaggio, ricreato in 2D, rappresenta i confini di oggi di Toscana, Lazio e Umbria, con il posizionamento della dodecapoli, dei maggiori templi e delle necropoli etrusche e una serie di altri piccoli insediamenti. Lo stile grafico è ispirato alle tombe di Cerveteri.

Alla realizzazione hanno collaborato le direzioni di musei, parchi, aree archeologiche con materiale fotografico e note storiche. In particolare sono stati coinvolti 55 musei archeologici locali, 6 musei archeologci nazionali, tra cui appunto il Museo archeologico nazionale dell’Umbria e quello di Orvieto, 3 parchi archeologici, 3 poli museali (Umbria, Toscana, Lazio). Viene consentito di geolocalizzare i diversi musei.

Il progetto scientifico è stato curato dall’archeologa Francesca Pontani mentre il team fisso è composto, tra gli altri, da Margo Lengua (editor), Samanta Mariotti (editor), Francesco Sapio (programmatore senior), Caterina Malisano (grafica senior), Giulia Chellini (grafica 3d), Isabella Amoroso (grafica junior), Clizia Brozzesi (illustratrice), Maurizio Amoroso (CEO EGA). È un gioco di strategia in cui il giocatore è chiamato a fare prosperare le città della Dodecapoli. Ogni città inserita nella mappa è caratterizzata da proprie specificità produttive. Gli insediamenti minori dovranno fornire beni ai maggiori attraverso un sistema di trasporti commerciali gestito dal giocatore.

Due i fattori determinanti: il tempo (occorre evitare il deterioramento dei beni) e gli avversari del giocatore (banditi, Italici e Romani che, saccheggiando le città, toglieranno risorse necessarie). Il giocatore potrà liberare le città occupate con l’aiuto della popolazione e organizzare eserciti per fronteggiare i nemici e impossessarsi nuovamente del patrimonio rubato. Un sistema di divinazioni, ogni 30 fasi lunari (40 minuti circa), consentirà, poi, di interrogare gli dei sul proseguimento del gioco. Qualsiasi attività avrà, inoltre, un costo in moneta. La capacità del giocatore di rispondere a quesiti sulla storia etrusca e sui reperti in possesso dei vari musei consentirà di fare guadagnare virtualmente monete. I giocatori in gara tra di loro faranno, infine, parte di una classifica in cui il livello è dato dai ruoli ricoperti nella società etrusca. Ovviamente, il più alto è rappresentato da quello di Lucumone.

Fonte: MiBACT

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