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A Ferrara una proposta per la preservazione dell’identità UNESCO

“Esiste un modo per preservare l’identità e l’unicità del nostro centro storico senza “ingessarlo”? Può esserci compatibilità tra tradizione e innovazione? Come riuscire a dare consapevolezza ai cittadini di cosa significhi possedere un patrimonio eccezionale e universale e ad averne la conseguente responsabilità? Come attrarre buon turismo?”. A porre questi interrogativi è stata Ilaria Baraldi, consigliere comunale di Ferrara e membro del consiglio direttivo dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO, che ha presentato la scorsa settimana al Sindaco del capoluogo estense un ordine del giorno per la tutela e la valorizzazione del centro storico di Ferrara.

Nel testo presentato, si legge in premessa che il centro storico di Ferrara è sito UNESCO, patrimonio dell’umanità dal 1995, e che esso si è connotato “non tanto e non solo per la bellezza dei singoli monumenti ma per la coerenza e l’armonia del progetto complessivo, testimonianza eccezionale del periodo rinascimentale, modello di pianificazione urbanistica che presenta praticamente intatti impianto, fabbricati e tessuto urbano” e anche che “Ferrara è città d’arte e di cultura, meta di un turismo culturale, il cui trend è in costante crescita, che visita la nostra città consapevole del valore storico e artistico che essa rappresenta nel panorama delle città italiane”. D’altra parte la città e il suo intero territorio sono in continuo mutamento: da lavori di ristrutturazione ad interventi urbanistici, fino a inziative legate al commercio e al terziario sono tanti gli input che il centro storico UNESCO assorbe di giorno in giorno, input ai quali bisogna dare una risposta che sia coerente con l’essere un bene iscritto nella WHL.

Il consigliere, rifacendosi e diverse normative che danno potere ai comuni, con le deliberazioni previste dalla normativa in materia di commercio, di individuare aree pubbliche aventi valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico nelle quali vietare o sottoporre a condizioni particolari l’esercizio del commercio – quando vi sia la necessità di garantire la tutela, tra l’altro, dell’ambiente urbano e dei beni culturali – e ricordando che “il Documento di intenti dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO invita il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo a sostenere le politiche locali rispetto alla regolamentazione del commercio, della ricettività, dell’artigianato storico e locale che incidono sull’integrità del sito UNESCO e sulla viabilità dei luoghi da parte delle comunità residenti” – ha chiesto che sia valutata “la possibilità di adottare anche per Ferrara un regolamento che abbia le finalità sopra descritte, compatibilmente con quanto già previsto da norme e regolamenti (valutando anche la possibilità di un loro adeguamento, allo scopo di identificare un testo unico omogeneo e coerente) nelle modalità che saranno considerate più opportune dopo una concertazione tra soggetti interessati.”

Come già hanno fatto altre città, per esempio Firenze, Venezia, Modena, quindi sarebbe possibile gestire al meglio l’utilizzo degli spazi nell’ambito del sito UNESCO, preservandone le caratteristiche di eccezionalità.

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