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PIZZA SAPORI NAPOLI
L’Arte tradizionale dei pizzaiuoli napoletani UNESCO

L’Arte tradizionale dei pizzaiuoli napoletani diventa bene UNESCO

“Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da palcoscenico durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”. Con queste parole il Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO ha inserito ”L’Arte tradizionale dei pizzaiuoli napoletani” nella lista del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. 

Il Comitato, riunito nei giorni scorsi in Corea del Sud, ha riconosciuto a questa antica arte i requisiti previsti dalla relativa Convenzione per il Patrimonio Immateriale del 2003: identificazione del bene da parte di comunità come parte del loro patrimonio culturale; trasmissione di generazione in generazione e continua nuova creazione in risposta all’ambiente e al contesto sociale e storico; idoneità a fornire alla comunità un senso di identità e continuità e a promuovere il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.

La candidatura de “L’Arte tradizionale dei pizzaiuoli napoletani”, che ha goduto del sostegno della società civile e di numerose Istituzioni, grazie anche ad una straordinaria campagna di raccolta di firme aperta a tutti i cittadini del mondo (hanno firmato circa 2 milioni di persone), rappresenta per l’Italia l’ottavo riconoscimento italiano nella lista del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO ed è la terza iscrizione nazionale nell’ambito della tradizione enogastronomica (dopo la “Dieta Mediterranea”, bene transnazionale iscritto nel 2013, e “La vite ad alberello di Pantelleria” iscritta nel 2014). 

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