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Ravenna - la bizantina
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Dirsi “SI” nelle città UNESCO – Ravenna, la bizantina

di Martina Vacca – Ravenna vanta ben otto monumenti, di epoca paleocristiana e bizantina, dichiarati patrimonio mondiale dell’Umanità sotto l’egida Unesco nel dicembre del 1996: ne fanno parte la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, i Battisteri degli Ariani e degli Ortodossi, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e in Classe, la Cappella Arcivescovile e il Mausoleo di Teoderico, dove trionfa l’arte del mosaico, che è tra i tratti distintivi di una città che è stata capitale dell’Impero romano d’Occidente.

La città bizantina, al centro della grande storia politica e sociale sia antica sia contemporanea, ha anche fatto da sfondo a storie d’amore di personaggi storici e della letteratura in tempi e secondo canoni diversi.

Qui si consumò la relazione amorosa clandestina tra Lord Byron e la contessina Teresa Guiccioli in Gamba; a Ravenna, durante la cosiddetta “trafila garibaldina”, si rifugiò Giuseppe Garibaldi con la sua Anita; nella pineta di Classe, una frazione alle porte della città, Gabriele D’Annunzio passeggiò rapito con l’attrice Sarah Bernhardt.

Sempre a Ravenna, Dante Alighieri, pur se in esilio, continuò a vagheggiare la sua Beatrice.

In una sala del Museo d’Arte della città riposa poi la statua di Guidarello Guidarelli, il condottiero ravennate al servizio di Cesare Borgia, morto nel 1501, alla quale è legata una leggenda che promette spose entro l’anno le donne che la baceranno. 

Insomma Ravenna è una località dove porta bene dirsi “Sì”. Nella classifica stilata dal Sole 24 Ore risulta tra le città meno litigiose e una delle più virtuose in materia di matrimonio: quintultima con solo 70 cause di separazione/divorzio nel 2016.

Una promessa dunque ancora più “affidabile” che può essere scambiata  nella suggestiva sala preconsiliare di Palazzo Merlato, dal pavimento di tipo veneziano che raffigura lo stemma dei due leoni rampanti in campo giallo e rosso oppure nelle sale Muratori e Dantesca dell’antica e preziosa biblioteca Classense. Nella sala Dantesca, tra l’altro, campeggia un maestoso dipinto di Luca Longhi che raffigura – per restare in tema – le evangeliche Nozze di Cana. Oppure si possono scegliere le location del Tamo (ex Chiesa di San Niccolò) con la Cripta Rasponi e i suoi Giardini pensili da dove si possono ammirare la chiesa di San Francesco e la zona Dantesca. Le nozze possono essere celebrate anche nel Museo d’Arte della città, il cosiddetto Mar,  dove si trovano le collezioni di mosaico contemporaneo oppure – se si preferisce un matrimonio naturalistico-ambientale – nel palazzone di Sant’Alberto, un edificio storico del 1500, immerso nel Parco del delta del Po e sede del Museo NatuRa.

Ai preziosi mosaici delle Basiliche Unesco si ispirano gli abiti che a Ravenna  le spose possono scegliere di indossare, di produzione squisitamente artigianale, decorati in modo da ottenere un effetto brillante. Abiti quindi non solo bianchi, ma cuciti e ricamati con stoffe colorate, con decori al collo o sulla cintura che richiamano gli abiti dell’imperatrice Teodora e del suo corteo raffigurato nell’abside di San Vitale. Anche per la scelta delle fedi ci si può rivolgere a orafi locali che creano gioielli personalizzati ispirati all’arte orafa bizantina o anche su disegno presentato dagli sposi.

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