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Dirsi “SI” nelle città UNESCO – Matera, la resiliente

di Martina Vacca – Matera: un paesaggio asfittico e lunare, sul quale si sono accesi  i riflettori di avanguardia e internazionalità  che la presentano al mondo come la Capitale europea della cultura 2019; sono passati sessantasei anni da quando la città, suoi paesaggi e la sua storia vennero definiti “la vergogna d’Italia” e lo scenario nel quale la città è proiettata da tempo è ben diverso.

Proprio a partire dai suoi Sassi, simbolo della città, dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1993, Matera, primo sito iscritto alla WHL dell’Italia meridionale, ha saputo porre le fondamenta per risorgere da un passato difficoltoso e trarre da una cultura millenaria spazi e motivi di attrazione  anche per le coppie che in numero sempre maggiore scelgono di sposarsi in questa inedita e originalissima cornice.

A confermarlo sono i 275 tra matrimoni e unioni civili che Matera ha ospitato nel 2016 in uno dei suoi spazi maggiormente adibiti alle cerimonie, l’ex Ospedale San Rocco, oggi sede dell’Università degli studi della Basilicata. 

Gran Bretagna, Germania, Marocco e USA le nazionalità che prediligono la città lucana per dirsi “SI”. 

Il romanticismo che induce gli sposi a scegliere Matera per le proprie nozze è a ben guardare atipico: la città è dai dintorni brulli, lontana dal mare, non ha montagne imponenti, è periferica. Sebbene poco manifesto rispetto ad altre città “romantiche” per  antonomasia, l’alone  romantico che permea Matera si esprime verosimilmente attraverso l’anacronismo del suo paesaggio che, ponendola fuori dal tempo ma anche dallo spazio, la proietta in un’atmosfera onirica e surreale.

Matera è stata definita “un angolo di Palestina nel sud dell’Italia” e per questo è stata palcoscenico e set di film cult come “Il vangelo secondo Matteo” di Pierpaolo Pasolini o “La passione di Cristo” di Mel Gibson.  Lo scenario è quindi quello più adatto per la spiritualità e i sentimenti forti come quelli amorosi.

Il prodigio urbanistico dei Sassi e gli stili architettonici differenti di cripte e chiese rupestri scorrono e si succedono  facendo sì che civiltà greco-ortodossa e latina si intreccino agli occhi dello spettatore, ricollegandosi al terzo criterio di iscrizione alla WHL:  “i Sassi e il parco di Matera sono un notevole esempio di insediamento rupestre perfettamente adattato al contesto geomorfologico e all’ecosistema attraverso una continuità di oltre due millenni”.

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