Home / Categorie / Politiche Culturali / Fatti / La Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte a Palazzo S. Felice

La Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte a Palazzo S. Felice

La Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte sarà trasferita nel Palazzo S. Felice di Roma, dotazione del Quirinale: per l’operazione sono stati già stanziati 20 milioni di euro ed i lavori termineranno nel 2020.

Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini e il Segretario generale del Mibact, Carla Di Francesco, hanno firmato ieri  la convenzione per la valorizzazione del Palazzo di San Felice dove sarà trasferita la Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma e nascerà un polo bibliotecario, culturale e creativo di livello nazionale e internazionale.

L’intervento rientra nel quadro delle iniziative di apertura al pubblico dei beni immobili in dotazione alla Presidenza della Repubblica per una più ampia fruizione della collettività, come già accaduto per la concessione in uso di un tratto di litorale della Tenuta di Castelporziano e delle Scuderie del Quirinale, oggi sede espositiva. Il Palazzo di San Felice era, infatti, fino allo scorso anno adibito a ospitare una quarantina di alloggi del personale della Presidenza della Repubblica. Il Presidente Mattarella ha deciso di assegnarlo a un uso totalmente pubblico. Il Palazzo San Felice fu costruito nel 1860 per volontà di Papa Pio IX per ospitare personale della corte pontificia.
“Stiamo gestendo – ha dichiarato il Ministro Dario Franceschini – un’operazione unica per valorizzare la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte in locali idonei: la nuova sede del nuovo polo culturale sarà in uno dei palazzi più belli e prestigiosi di Roma, Palazzo San Felice, che il Presidente Mattarella ha deciso di aprire alla collettività, destinandolo a finalità culturali”.

Palazzo San Felice, che si trova in via Dataria 21, tra il Palazzo del Quirinale e Fontana di Trevi, sarà aperto al pubblico entro il 31 dicembre 2020 e sarà gestito da una Fondazione interamente pubblica istituita dal MiBACT. Per il progetto di recupero, restauro e allestimento il Ministero ha già stanziato 20 milioni di euro e realizzerà i lavori in collaborazione con l’Agenzia del Demanio.
Nel polo, la nuova biblioteca vedrà impegnato il personale del Ministero che è attualmente impiegato alla Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, a Palazzo Venezia, nella cura di 380.000 volumi, tra i quali incunamboli, cinquecentine e seicentine, oltre 1.600 opere manoscritte e fondi archivistici con oltre 100.000 carte, 3.500 testate periodici, 20.700 tra incisioni disegni e fotografie, 2.000 manifesti teatrali, 66.000 microfiches e 400 cd-rom.

La convenzione di valorizzazione affida la concessione del complesso di San Felice, che rimane nella dotazione del Quirinale, al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per 25 anni.
L’ipotesi di progetto, che prevede l’ideazione di una diversa accessibilità, si sviluppa su una superficie lorda di 8.800 mq. Nei cinque piani del Palazzo – di cui uno seminterrato – saranno ricavati sala lettura (1.982 mq), uffici (1.328 mq), depositi (1.374 mq), locali tecnici (180 mq), zone espositive (275 mq), spazio esterno per eventi (circa 470 mq), accoglienza (191 mq), servizio bar e ristoro (355 mq).
Il prestigioso fondo – l’unico, a livello nazionale specializzato in archeologia e storia dell’arte – troverà così spazi adeguati al proprio sviluppo, misurato in 150 metri lineari di volumi l’anno, e a una più moderna fruizione.
La nuova Biblioteca si presenterà al pubblico come istituzione di alta cultura, specializzata in discipline archeologiche e storico – artistiche, ma anche come centro di incontro per la città e i turisti. Rappresenterà un nuovo modello di biblioteca capace di incentivare la lettura e il consumo di cultura.
La struttura di back office della biblioteca di Palazzo San Felice corrisponderà per massima parte alle attività ‘tradizionali’ – dalla catalogazione alla riproduzione, dalla digitalizzazione alle informazioni bibliografiche – ma prevedrà anche la realizzazione di pubblicazioni e organizzazione di mostre ed eventi. Nell’offerta culturale il progetto intende proporre ci sarà l’istituzione di incontri, corsi, laboratori, un ufficio mostre ed eventi, iniziative da realizzare con la collaborazione di associazioni culturali, e l’apertura di un bookshop.

Fonte: MiBACT

About Redazione Rivista Siti Unesco

Check Also

TRANSUMANZA

La tradizione della Transumanza candidata al Patrimonio Mondiale Immateriale

Sarà ‘La Transumanza’ ad essere candidata dall’Italia  a diventare patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO il prossimo …