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PIANDARCA DELLA 'PREDICA AGLI UCCELLI' DI SAN FRANCESCO

difesa e valorizzazione di un luogo celebrato dalla letteratura e dall’arte
di Ottaviano Turrioni

PIANDARCA DELLA 'PREDICA AGLI UCCELLI' DI SAN FRANCESCO

Piandarca, il “Sentiero della Predica agli uccelli” e l’Edicola

Il toponimo non è di recente formazione. Esso compare in molti documenti storici del comune di Cannara a partire almeno dal 1200, registrato con grafie diverse: Planus Arche, Piandarcha, Piandarco, Pian d’Arca, Pian dell’Arca. Indica una terra pianeggiante, ancor oggi non contaminata da pesanti interventi della mano dell’uomo, destinata all’agricoltura di pregio, da cui si gode un ampio panorama, con Perugia a nord, Foligno e le montagne di Spoleto a sud, i monti Martani a ovest, Spello e Assisi a est. Il luogo è di notevole bellezza paesaggistica, adagiato in una natura silenziosa tra querce, aceri, pioppi e olmi, con piante di ulivo e vigneti a contorno, fossi e canali con ripe fluviali a tratti coperte da piantumazioni arboree ed arbustive. E’ attraversato da un piccolo sentiero, lungo neanche tre chilometri, che una secolare tradizione indica essere stato quello percorso da San Francesco quando si allontanò da Cannara in direzione di Bevagna ed incontrò la moltitudine degli uccelli … Quasi a metà del percorso, un masso scolpito rappresenta l’unico elemento che ricordi il luogo della Predica; esso è collocato al posto di una pietra, documentata da vari scrittori del primo Novecento (N. Cavanna, M. Revelli, P. Leprohon…) e dalla memoria orale, fatta oggetto di trafugamento nei trascorsi anni Cinquanta. Il sentiero termina a lato di una edicola (l’Edicola di Piandarca, come è denominata), fatta costruire nel 1926 da una famiglia di Cannara per grazia ricevuta. L’opera fu realizzata dallo scultore cannarese Bruno Bini, il quale vi lavorò insieme al pittore perugino Castore Vignaroli. E’ una “piccola costruzione votiva in mattoni, circondata da querce e cipressi, che reca un dipinto raffigurante S. Francesco attorniato da uccelli: il dipinto è protetto da una copertura piuttosto aggettante eseguita in legno, Tutt’intorno vi sono inserti decorativi di terracotta lavorata a rilievo. Dinanzi all’Edicola, su piedritto in mattoni, è la lastra dell’altare”(G. Sergiacomi).

La tradizione

I Cannaresi non hanno mai perduto la memoria del passaggio del Santo nella loro Terra, come testimoniano chiese, dipinti, numerose iscrizioni su marmo e una viva memoria orale che ogni anno, cinque domeniche dopo Pasqua, si rinnova da secoli nella processione che dalla chiesa di S. Francesco ripercorre il sentiero della Predica e termina all’Edicola.

Nell’ultimo decennio tale appuntamento ha visto ampliarsi i confini della partecipazione, diventando sempre più un richiamo per le fraternità dell’Ordine Francescano Secolare dell’Umbria, e non solo, alla riscoperta delle loro radici, incoraggiato in varie occasioni dalla presenza del Ministro Nazionale Ofs Giuseppe Failla e dell’intero Consiglio Nazionale Ofs, dei vescovi di Assisi, l’emerito Sergio Goretti e l’attuale Domenico Sorrentino, del Custode del Sacro Convento p. Giuseppe Piemontese, del presidente dei siti nazionali Unesco Claudio Ricci, del Segretario della Congregazione delle cause dei Santi mons. Marcello Bartolucci.

Da quanto si è delineato, appare evidente l’importanza storica e spirituale di Piandarca che tuttavia, e lo si annota con un certo disappunto, i Cannaresi nel tempo non hanno saputo adeguatamente considerare. Che peccato - scriveva Nicola Cavanna nel 1910 – che gli antichi non abbiano innalzato su quel luogo un monumento a perpetuare la memoria del fatto! E Pierre Leprohon, nel 1947 a proposito del luogo: C’è una piccola pietra in mezzo a un orto di cardi sui fianchi della costa (del torrente Formella, ndr.), ma nient’altro che segnali il posto. Ma forse è meglio così …

Una vicenda inquietante e il Comitato per la difesa di Piandarca

Ancora ai nostri giorni l’area della Predica agli uccelli restava segnata nel piano urbanistico come una qualsiasi terra agricola. Nessun vincolo, nessuna protezione, con i cacciatori liberi di appostarsi tra le fronde per sparare agli uccelli!

Il peggio, però, doveva ancora venire. Nell’estate 2010 alcuni privati cittadini ottengono dal Comune il parere favorevole per un grande impianto fotovoltaico da collocare proprio lungo il sentiero della Predica, parere indispensabile perché la Provincia possa pronunciarsi definitivamente. L’opposizione consiliare grida allo scandalo, la maggioranza tace. Il sindaco afferma ripetutamente che il fotovoltaico a Piandarca si farà, che fotovoltaico e promozione turistica del luogo possono “serenamente convivere” (La Nazione, 31 agosto 2010) e comunque “le carte non ci danno alcuna motivazione per fermare un progetto che, ad oggi, è del tutto lecito” (Corriere dell’Umbria, 10 settembre 2010). Di fronte alla possibilità di uno scenario devastante per l’ambiente, per la storia e la tradizione francescana, nasce un Comitato per la difesa di Piandarca che sul problema coinvolge le massime autorità e istituzioni religiose e politiche regionali e nazionali. Dal vescovo di Assisi al Custode del Sacro Convento, dal Ministro regionale a quello nazionale Ofs, dal Ministro per i Beni Culturali al Presidente della Provincia di Perugia e ad alcuni consiglieri regionali umbri, dal Presidente del FAI al Presidente dei Siti nazionali Unesco… un coro di “no” ripreso dai mass media nazionali all’idea di stravolgere il paesaggio naturale di Piandarca. E infine, la soluzione positiva: l’intervento della Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali dell’Umbria, che alla fine di settembre 2010 avvia la procedura di tutela del luogo (Tutela intersettoriale di cui alla Tutela Diretta art. 10 comma 3/e del D. Legs. 42/2004) su un’area di circa 40 ettari.

Nel frattempo, la ditta interessata all’installazione dell’impianto cercava altra area dove collocarlo.

Alla fine, tutti (o quasi) contenti, probabilmente anche il sindaco di Cannara e la sua amministrazione, per essere stati liberati da una situazione poco onorevole in cui si erano messi senza valutare bene le conseguenze anche a livello mediatico.

L’azione del Comitato continua. Ora l’obiettivo è valorizzare l’ambiente naturalistico dove si è svolta una vicenda così altamente spirituale e poetica. Nei mesi scorsi, abbiamo elaborato un progetto ideale di abbellimento del “sentiero” con alberi di specie autoctone, e di arricchimento del luogo in modo che diventi, nel tempo, un santuario all’aperto per il Terz’Ordine e per quanti amano il silenzio della natura sulle tracce di San Francesco. E’ un obiettivo condiviso, perché anche l’Amministrazione comunale di Cannara ha scelto la strada della valorizzazione di Piandarca e si sta attivando per un progetto di difesa e di ornamento dell’ambiente. Da mesi il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una delibera che impegna la Giunta ad imporre il divieto di caccia in tutta l’area; siamo quindi in attesa che vengano adottati i provvedimenti esecutivi per rendere effettivo tale divieto.

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