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Ex.PO AUS, protagonista il sito di Alberobello

Si è tenuta giovedì 3 marzo, presso la Sala Consigliare del Comune di Alberobello, la conferenza stampa conclusiva del progetto Ex.Po.Aus.

L’incontro è stato un’occasione perché l’amministrazione comunale potesse spiegare tutte le azioni messe in campo per la valorizzazione del Sito Unesco dei Trulli di Alberobello all’interno del Programma di cooperazione transfrontaliera IPA-Adriatico.

Il progetto Ex.PO AUS, che sta per “EXtension of POtentiality of Adriatic UNESCO Site”, si pone come obiettivo quello di mettere a punto ed adottare un’innovativa strategia di lungo termine per la valorizzazione turistico-culturale dei numerosi siti UNESCO dell’Adriatico, attraverso lo sviluppo transfrontaliero di nuovi concetti e strumenti per una gestione sostenibile di tali siti: il miglioramento delle conoscenze, delle tecniche e delle tecnologia, la catalogazione digitale, la realizzazione di alcuni progetti pilota, la promozione di un pacchetto turistico integrato inter-Adriatico da offrire al mercato europeo ed internazionale del turismo culturale.

Per la maggioranza dei partner coinvolti nel progetto, esso rappresenta il naturale proseguimento delle strategie proattive di lungo corso di tutela e valorizzazione economica con il coinvolgimento di una moltitudine di attori pubblici e privati. Alberobello ha iniziato a porre l’attenzione alla salvaguardia dei propri valori alla fine degli anni ottanta, promuovendo e ospitando un convegno scientifico internazionale sull’architettura a secco (1987). Questo seminario ottenne l’effetto di alzare la soglia dell’interesse sulle adeguate metodologie di restauro come quelle applicate in occasione dell’intervento (1993–1997) su Casa Pezzolla,

un grande trullo articolato che oggi ospita il Museo del Territorio.  L’intervento di restauro ha significato l’opportunità di elaborare linee guida specifiche per il restauro dei trulli (1997).  Questo iniziale processo di riconoscimento della specificità del singolo trullo è infine sfociato nel riconoscimento del sito da parte dell’UNESCO (1996), consentendo di spostare l’attenzione sul contesto più ampio della città di Alberobello e di approntare un piano di gestione dei siti (2008–2010) che definisca le regole di tutela del sistema attraverso una zona ripariale (2010) e un quadro pianificatore per poter partecipare ai numerosi bandi di finanziamento (2010–2012). Diversi progetti sono stati finora realizzati ad Alberobello con il coinvolgimento delle realtà locali, il che ha fornito la base per implementare progetti a livello nazionale e internazionale per altri siti (UNESCO e non) con caratteristiche simili in Italia, Turchia ed Adriatico, incluso il progetto EX. PO. AUS.

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