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Stati Generali del Paesaggio
Stati Generali del Paesaggio - Ph. Luca Casartelli

Stati Generali del Paesaggio, responsabilità e prospettive

Con la due giorni di lavori per gli Stati Generali del Paesaggio – 25 e 26 ottobre a Roma – l’Italia si confronta su uno degli aspetti principali del proprio patrimonio. 

“Siamo l’unico Paese che tutela il paesaggio nella Carta costituzionale e di questo dobbiamo essere orgogliosi, così come del lavoro fatto negli ultimi dieci anni. Sulla base di questi principi, gli Stati Generali servono a spiegare che bisogna smettere di sprecare il suolo, che è necessario tutelare ancora di più le nostre coste e che lo Stato e le Regioni insieme devono difendere la bellezza del nostro paesaggio, che è un valore assoluto, non solo culturale ma anche economico, perché la bellezza italiana ha un grande valore nel Mondo”. Lo ha dichiarato ieri  il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, a margine dell’iniziativa, che si tiene a quasi vent’anni dalla Conferenza nazionale del paesaggio che si tenne dal 14 al 16 ottobre del 1999 al Complesso di San Michele a Ripa, invita oltre quaranta tecnici del settore a confrontarsi sul futuro delle politiche paesaggistiche in Italia.

Nei due giorni di dibattito, ospitato presso la sede del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, architetti, docenti universitari, dirigenti del MiBACT, giuristi, economisti, esponenti delle istituzioni e del mondo dell’associazionismo sono chiamati a esprimersi sui diversi argomenti delle cinque sessioni tematiche in programma: “Legislazione e diritto al paesaggio”; “Paesaggio: bene comune e risorsa economica”; “Paesaggio, politiche di trasformazione territoriale e qualità progettuale”; “Legalità e inclusione sociale: verso il diritto a paesaggi di qualità”; “Cultura del paesaggio: educazione, formazione e partecipazione”.
Ai lavori, che ha occupato per intero la prima giornata, segue nella seconda giornata una riflessione affidata al Cardinale Gianfranco Ravasi, con l’intervento “Pose l’uomo nel giardino per coltivarlo e custodirlo. Paesaggio, spiritualità e cultura”. Al termine dei resoconti delle sessioni tematiche, le conclusioni sono affidate al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, e al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni.

Punto di partenza dell’intera discussione è la presentazione in apertura del “Rapporto sullo stato delle politiche per il paesaggio” – leggi – , tenuta dal Sottosegretario di Stato al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ilaria Borletti Buitoni. Un’opera precisa e puntuale che presenta nel dettaglio lo stato dell’arte del settore. I dati Istat e Ispra contenuti nel Rapporto indicano con chiarezza i principali fenomeni e fattori che hanno inciso sulla qualità del paesaggio e sulle sue trasformazioni. Trasformazioni del territorio, come l’urbanizzazione diffusa, il consumo e spreco di suolo, i cambiamenti dei paesaggi rurali. Ma anche trasformazioni nella percezione sociale del paesaggio da parte dei cittadini.

Fonte: MiBACT

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