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Direttori dei Musei, nomine, TAR e MiBACT: una questione spinosa

Non si  placa la polemica sulla sentenza del TAR del Lazio che ha annullato le nomine di 5 dei 20 direttori selezionati dal MiBACT per portare a compimento la riforma del sistema museale nazionale italiano.

Coinvolti dunque le Gallerie Estensi di Modena (direttore: Martina Bagnoli), il Museo archeologico nazionale di Taranto (Eva Degl’Innocenti), il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria (Carmelo Malacrino), Museo archeologico nazionale di Napoli (Paolo Giulierini), Palazzo Ducale di Mantova (Peter Assmann).

Una nota del Ministero insiste sul processo di cambiamento e riforma del sistema museale, leggendola proprio come una rivoluzione e difendendo l’operato del Ministro, del suo staff e degli stessi direttori coinvolti nella querelle.

“La riforma Franceschini ha costituito una vera e propria rivoluzione del sistema museale italiano. I musei hanno conosciuto un forte innovazione gestionale e tariffaria, da semplici uffici delle Soprintendenze sono diventati istituti dotati di autonomia amministrativa e scientifica, nel caso dei più importanti, con direttori selezionati attraverso un bando internazionale.
I risultati sono straordinariamente positivi: il periodo successivo alla riforma ha infatti visto incrementare il numero di visitatori, sia quelli a pagamento che quelli gratuiti, e gli incassi dei principali musei e parchi archeologici statali.” si legge nella nota.

Dal 2013 al 2016 il numero dei visitatori dei nostri musei è stata di oltre  7 milioni – c passati da 38,5 milioni a 45,5 milioni (+18%) – mentre gli incassi sono aumentati di quasi 50 milioni di euro – dai 126 milioni di € del 2013 ai 174 milioni di € del 2016 (+38%). Le forme innovative di promozione hanno riavvicinato gli italiani al proprio patrimonio culturale: la prima domenica gratuita del mese è ormai un appuntamento fisso per famiglie e turisti.

Rispetto ai musei oggetto della sentenza del Tar del Lazio, il MiBACT –
confrontando i numeri del 2016 con quelli pre-riforma del 2014 – ha riscontrato  performance da record. Per quel che riguarda il numero di visitatori, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria sono aumentati di 14.600 unità (pari al +7,5%); quelli del Museo Archeologico Nazionale di Napoli di 102.000 unità (+29,1%); quelli del Palazzo Ducale di Mantova di 157.100 unità (+76,2%); quelli del Museo Archeologico Nazionale di Taranto di 34.500 unità (+72%), anche la Galleria Estense, che ha riaperto nel maggio del 2015 a seguito della chiusura forzata causata dai danni del terremoto del maggio 2012, sta registrando numeri molto significativi: +7% di visitatori solo nell’ultimo anno.

Per ciò che concrete i ricavi del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria sono aumentati di circa 300mila €; quelli del Museo Archeologico Nazionale di Napoli di circa 571.500 €; quelli del Palazzo Ducale di Mantova di circa 880mila €; quelli del Museo Archeologico Nazionale di Taranto di 102.730 €; anche la Galleria Estense, che ha riaperto nel maggio del 2015 a seguito della chiusura forzata causata dai danni del terremoto del maggio 2012, sta registrando numeri molto significativi: +60% di ricavi solo nell’ultimo anno. 

Tutti i numeri della riforma Franceschini sono consultabili online http://www.statistica.beniculturali.it/

La risposta del Ministero concerne la procedura di selezione pubblica internazionale per la nomina dei direttori dei musei autonomi statali di cui sopra, e ha annunciato un immediato  appello al Consiglio di Stato per chiedere, fra l’altro, la sospensiva delle sentenze.

 

Il MIBACT dichiara che “l’intera procedura di selezione si è svolta in conformità non solo con il diritto europeo e nazionale, ma anche con i più elevati standard internazionali, come riconosciuto dall’International Council  of Museums (Icom).

 La selezione dei direttori è stata effettuata da una commissione di altissimo profilo scientifico presieduta dal presidente della Biennale di Venezia e che tra i suoi componenti vedeva autorevoli personalità del panorama culturale internazionale come il direttore della National Gallery di Londra, il rettore del Wissenschaftskolleg di Berlino e l’attuale consigliera culturale del presidente Macron.”

I rilievi avanzati dal Tar investono tre aspetti: cittadinanza dei nominati, trasparenza della procedura e criteri di valutazione. Al riguardo, per agevolare il lavoro delle redazioni, il Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo precisa che:

 

CITTADINANZA

Il diritto europeo e il principio di libera circolazione dei lavoratori nella Ue, confermato da una pluriennale giurisprudenza della Corte di giustizia e più di recente dal Consiglio di Stato, consentono il conferimento di incarichi dirigenziali a cittadini comunitari. Il TAR del Lazio sembra aver applicato in modo molto restrittivo la legge sul pubblico impiego (art. 38 d.lgs n. 165 del 2001) ignorando quindi i progressi fatti con la successiva giurisprudenza sia italiana che comunitaria.

TRASPARENZA

La procedura è stata trasparente e pubblica, ogni passaggio è stato pubblicato sul sito del Ministero, i colloqui non sono avvenuti a ‘porte chiuse’ e sono stati integralmente registrati su file audio accessibili come tutti gli altri atti della selezione. La selezione è avvenuta nel rispetto dei più alti standard internazionali, garantiti da una commissione di elevato profilo scientifico, composta da figure apicali di importanti istituzioni culturali europee.

CRITERI DI VALUTAZIONE

I candidati in possesso dei requisiti previsti e pertanto ammessi alla selezione sono stati valutati dalla commissione, oltre che in base ai criteri della legge sul pubblico impiego (art. 19 comma 1 della 165/2001), tenendo conto dei titoli di studio e delle pubblicazioni, delle esperienze professionali, delle capacità tecnologiche e linguistiche, della conoscenza del patrimonio culturale italiano e dell’organizzazione del MiBACT. I candidati ritenuti più idonei, fino a un massimo di 10, sono stati convocati per un colloquio che ha portato all’identificazione per ciascun museo di una terna di nomi, a cui sono stati attribuiti, così come previsto dai più avanzati standard internazionali, tre categorie di giudizio (A, B e C) – corrispondenti a precise fasce di punteggio – e da cui è stata effettuata la scelta finale del direttore.

In attesa che il Consiglio di Stato si pronunci, il Mibact si è impegnato ad assicurare il buon andamento e la continuità di tutti i  musei coinvolti.

Fonte: MIBACT

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