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Furto Pompei
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Furto con destrezza agli Scavi di Pompei

E’ stata rilevata nella notte di ieri  l’assenza  di una delle 4 borchie in bronzo applicate su una riproduzione della porta di Torre Satriano, in esposizione nella Mostra “Pompei e i greci” allestita nella Palestra grande degli scavi di Pompei.

Si tratta di una  borchia del diametro di 7,3 cm, della seconda metà del VI –inizi del V sec a.C. proveniente dal Museo archeologico nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu” di Potenza, il cui valore assicurativo è di 300 euro.

“La  borchia era, come le altre tre, avvitata sul pannello espositivo e coperta da lastra trasparente di protezione pertanto la rimozione del pezzo deve aver richiesto un tempo necessario a evitare i controlli. – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna – L’edificio, inoltre, è di giorno presidiato da personale Ales e di notte sottoposto a videosorveglianza, oltre ad essere dotato di sistema di allarme. Oltre al gesto che ferisce il sito di Pompei e il patrimonio culturale italiano, pur trattandosi di un pezzo di valore non inestimabile, mi colpisce anche da un punto di vista personale trattandosi di un’area nella quale avevo condotto direttamente lo scavo.”

Questa mattina si sono recati sul posto i carabinieri e il reparto investigazione scientifiche dell’Arma dei Carabinieri  per effettuare i rilievi e le indagini pertinenti, oltre a visionare le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza.

La Direzione del Parco archeologico sta avviando tutte le indagini anche interne per risalire alle cause di tale sparizione. La mostra è attualmente chiusa al pubblico per consentire le indagini e le analisi della scientifica.

AGGIORNAMENTO 19 maggio – A seguito del furto rilevato nella notte di ieri, arriva pronto il sostegno di Marta Ragozzino, direttrice del Polo museale regionale della Basilicata, del quale fa parte il museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza dove si conserva la borchia sottratta alla mostra di Pompei e i Greci. La direttrice Ragozzino esprime tutta la sua solidarietà all’amico e collega Massimo Osanna e dichiara “Al di fuori del suo straordinario contesto lucano, indagato proprio da Osanna, che la mostra Pompei e i greci ha con grande intelligenza e scientificità finalmente fatto conoscere meglio, il reperto scomparso ha un modesto valore. Lascia increduli e addolorati un gesto del genere che attacca e ferisce il patrimonio culturale che appartiene alla comunità e, portato a Pompei, al mondo intero. – La Ragozzino aggiunge – E’ stato per noi molto importante contribuire al progetto culturale che ha permesso la grande mostra e per questo siamo accanto alla direzione del Parco Archeologico e vogliamo garantire ogni possibile sostegno.”

Fonte:  UFFICIO STAMPA – Parco Archeologico di Pompei

 

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