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Il Piano di Gestione di Firenze… fa scuola

A Firenze il Piano di Gestione UNESCO diventa un reale strumento di tutela e pianificazione: una delibera di modifica del regolamento per la tutela del centro storico  ha avuto ieri il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re.

Il pratica, la delibera – che adesso dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale per diventare operativa – da un taglio a quello che  il sindaco di Firenze Dario Nardella aveva chiamato ‘mangificio’ : prevede infatti il blocco per i prossimi tre anni di nuove aperture di attività di somministrazione di alimenti e bevande e attività di commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari e di attività artigianali o industriali di preparazione o vendita di prodotti del settore alimentare.

In questo quadro sono però previste eccezioni per luoghi di cultura, librerie, teatri, cinema e musei. Si tratta della fase due del regolamento che contiene misure ancora più incisive per la conservazione dell’identità del centro storico, sulla base del decreto Franceschini a tutela dei centri storici del 2016 e del piano di gestione dell’UNESCO.

La delibera di giuta approvata prevede anche l’estensione della così detta ‘norma di tutela di via Tornabuoni’, che prevede la possibilità di aprire solo gallerie d’arte, negozi di antiquariato, di arredamento e design, e le altre elencate nel regolamento, anche ad altre vie della città: via Maggio, via dei Fossi e Lungarno Corsini.

Vengono inoltre individuate una serie di piazze nelle quali non potranno essere trasferite le attività la cui nuova apertura era già vietata nell’area UNESCO: piazza San Giovanni, piazza Duomo, piazza della Repubblica, piazza Santa Croce, piazza della Signoria, piazza San Firenze, piazza Santa Maria Novella, piazza Pitti, piazza Santo Spirito, piazza del Carmine, piazza Santissima Annunziata.

Altro tema “caldo” è la tutela degli esercizi storici: entro nove mesi dell’adozione del regolamento, il Comune dovrà approvare un apposito disciplinare che indicherà i requisiti che per ciascun esercizio saranno oggetto di divieto di trasformazione dell’attività (insegne, marchio, etc). Inoltre, è stata riconosciuta una agevolazione Imu ai proprietari degli esercizi storici. Per quanto riguarda il tema del decoro, la giunta darà mandato all’ufficio Città sicura di predisporre, entro sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento, il disciplinare contenente misure per tutelare il rispetto della quiete pubblica rispetto ai locali di determinate zone della città, che saranno individuate nel disciplinare stesso.

Infine, viene infine introdotta una norma ‘salva-vinaini’, che va a restringere l’obbligo di adeguamento strutturale (almeno 40 metri quadrati di superficie e bagno per la clientela) alle attività che mettono in vendita superalcolici (oltre il 21% di alcol).

In attesa del voto in Consiglio Comunale, Confcommercio Toscana ha già lanciato l’ipotesi di estendere il provvedimento in via di definizione per la città di Firenze a tutta la regione.

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