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Vittine culturali della guerra - Shahmama UNESCO

Il patrimonio culturale e la guerra, una risoluzione ONU può fare la differenza?

Venerdì mattina gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno approvato all’unanimità la risoluzione italo-francese n.2347, che si avvale dell’importante contributo tecnico dell’Arma dei Carabinieri, dedicata esclusivamente alla tutela del patrimonio culturale a rischio nei territori in guerra.

L’adozione della risoluzione n.2347 testimonia la piena mobilitazione della comunità internazionale verso il tema della preservazione del patrimonio culturale e storico sito in zone di guerra e – più in generale – verso la protezione del patrimonio culturale in via di estinzione in conformità con il diritto internazionale. Essa incoraggia gli Stati a cooperare e a rafforzare  le modalità operative messe in atto dalle precedenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, obbligandoli a rispettare l’identità e la ricchezza di quei paesi mediterranei e mediorientali che vengono deprivati dalla guerra delle loro certezze relative a un patrimonio storico-culturale stratificato nella storia.

Audrey Azoulay, ministro della Cultura e della Comunicazione francese ha dichiarato: “La tutela del patrimonio è una questione di civiltà, una questione etica che ci unisce nella diversità della nostra appartenenza. Ma è anche un problema di sicurezza poiché durante il conflitto, il traffico illecito di beni culturali saccheggiati finanzia le reti terroristiche, rappresentando un fattore di sviluppo dei conflitti armati. Anche al momento di ripristino della pace, il patrimonio gioca un ruolo di importanza maggiore, in quanto fattore di resilienza e di raduno delle popolazioni maltrattate. Per queste ragioni, è necessario che la comunità internazionale si mobiliti”. Il ministro della Cultura e della Comunicazione francese ha poi voluto elogiare l’importante ruolo dell’UNESCO nella tutela del patrimonio e nella promozione della diversità culturale come strumento di pace e come coscienza morale dell’umanità per ricordare che la cultura collega le persone alla loro storia e al loro territorio.

“Per noi dell’UNESCO è molto chiaro che la tutela del patrimonio rappresenta il miglior modo per creare resilienza nelle società, per riconoscere il passato, ma anche per guardare al futuro, in quanto strettamente legato al concetto di identità – ha spiegato il direttore generale dell’UNESCO Irina Bokova – Senza il rispetto dell’identità dei popoli, non possiamo ottenere pace né riconciliazione o ancora sperare nel futuro. Ringrazio ancora l’Italia e la Francia per la loro leadership in questo momento storico di grande importanza”.

Soddisfazione anche dal fronte italiano. Vincenzo Amendola per l’Italia, sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale presente alla votazione ha spiegato: “Questa risoluzione è storica perché per la prima volta, la difesa dei beni culturali diventa un elemento nella risoluzione dei conflitti nella lotta al terrorismo. Precedentemente erano state adottate altre risoluzioni mediante il lavoro dell’UNESCO, ma questo mai era diventato un tema centrale nel processo di peace building e soprattutto di contrasto al terrorismo da parte delle Nazioni Unite. Colpire i gruppi che trafficano nei beni culturali significa colpire una fonte di risorse per le organizzazioni, significa colpire la loro possibilità di avviare operazioni militari e di estendersi sul territorio, ma significa anche colpire quella loro cultura totalitaria per cui cancellare i beni culturali che provengono dalla storia, dalla religione e dalle culture stratificate nei secoli è per loro un grande messaggio di conquista territoriale”.

“L’approvazione all’unanimità con 15 voti su 15 da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu della risoluzione 2347 italo francese sulla protezione del patrimonio culturale negli eventi bellici avvenuta alla vigila del G7 cultura di Firenze –  ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini – è un grande successo del nostro Paese, riconosciuto dalla Direttrice Generale Unesco Irina Bokova che nel suo intervento si è riferita all’Italia a alla task force Unite4Heritage come primo esempio al mondo di unità di protezione del patrimonio culturale. La risoluzione – prosegue il Ministro Franceschini – deplora e condanna la distruzione e il saccheggio di siti archeologici, musei, archivi, biblioteche, il contrabbando di reperti attraverso il quale si finanzia il terrorismo internazionale e accoglie la richiesta di prevedere, quando richiesto, una componente culturale in seno alle missioni Onu di peacekeeping. Un grande risultato del quale dobbiamo essere orgogliosi”.

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