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Paesaggio, valore identitario del Paese

L’Italia ha celebrato ieri la Giornata del Paesaggio, “un’iniziativa importante che ha coinvolto a pieno il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, voluta per sottolineare al Paese l’importanza del Paesaggio italiano, la necessità di conoscerlo, proteggerlo e valorizzarlo”, come ha spiegato il Ministro Dario Franceschini.

Lungo tutta la giornata si sono tenute centinaia di iniziative per sensibilizzare la cittadinanza sul valore dell’idea stessa del Paesaggio e dell’importanza della sua tutela, nonché decine di incontri di studio e confronto perché questo bene – che racchiude ricchezza naturale, ingegno umano, la creatività e la storia delle comunità – sia sempre più oggetto di politiche di preservazione e valorizzazione.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha  colto nel suo messaggio di saluto il senso profondo della celebrazione, scrivendo in proposito: “E’ una ricorrenza significativa che richiama il paesaggio quale valore identitario del Paese e incoraggia le istituzioni pubbliche e private, ma anche la società civile, ad un uso attento e consapevole delle straordinarie bellezze naturali di cui è ricco il territorio italiano.

L’articolo 9 della Costituzione, la legislazione e la lungimirante giurisprudenza della Corte Costituzionale alimentano un sistema diffuso e multiforme di tutela e valorizzazione del paesaggio inteso come forma e immagine dell’ambiente, realtà creata dalla comunità umana e segnata dalla continua interazione tra la natura e l’uomo.

Un paesaggio non più inteso dunque come l’elenco di beni da preservare, ma esito di un processo creativo continuo, di adattamento e trasformazione dei territori, nelle campagne come nelle città.

I mutamenti dei luoghi in cui viviamo sono infatti la conseguenza delle scelte fatte dall’uomo, frutto di mediazione tra eredità del passato e prospettive del futuro, memoria storica e culturale della comunità.

Troppo spesso queste scelte hanno stravolto e deturpato il paesaggio: speculazioni edilizie, urbanizzazione periferica senza pianificazione, disboscamenti selvaggi, inquinamenti industriali lesivi dei patrimoni genetici terrestri e marini.

Per evitare il ripetersi di queste degenerazioni occorre diffondere una concezione del paesaggio come bene essenziale e valore non solo culturale ma civile ed economico, in grado di influenzare la qualità della vita individuale e il benessere sociale.

Per tutelare e promuovere il paesaggio quale bene comune è necessario ripartire da una puntuale azione di programmazione delle politiche e delle scelte di gestione, basata sull’interazione tra Stato e livelli territoriali e, come indicato dalla Convenzione del Consiglio d’Europa, da una attenta capacità di ascolto delle comunità locali.

Proprio le tragiche vicende legate all’emergenza sismica dei mesi scorsi suggeriscono di ripartire dai luoghi, anche quelli più colpiti, per ridare loro nuova forma e vigore con l’attiva partecipazione delle popolazioni interessate e nel rispetto delle caratteristiche ambientali e culturali del territorio.”

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