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DASPO URBANO
DASPO URBANO - ph. ANSA.it

DASPO urbano e delitti contro i beni culturali e paesaggistici

Sarà colpita dal “Daspo urbano” o da una delle sanzioni che prevede il disegno di legge in materia di reati contro i beni culturali la turista francese che, in visita al Colosseo con la figlia e due nipoti, è stata denunciata due giorni fa dai carabinieri di Roma per danneggiamento aggravato su edifici di interesse storico e artistico? Secondo quanto comunicato dalle agenzie di stampa, infatti, la donna sarebbe stata bloccata dopo che aveva inciso con una monetina la scritta “Sabrina 2017” su un pilastro forense della struttura archeologica,  sulla base di un’arcata nei pressi dell’ingresso visitatori. Non lo sappiamo, e forse è troppo presto per avere una risposta sensata ma – si sperando di non dover attendere troppo- l’Italia si sta munendo di quegli strumenti legislativi atti a tutelare il proprio patrimonio artistico, storico e culturale.

Pochi attimi di “scelleratezza”, come quelli della signoria Sabrina, potranno cominciare – finalmente- ad avere un peso importante per chi li rende indelebili su opere d’arte e monumenti.  E’ stato infatti approvato a ridosso del Natale ed è adesso all’esame del Parlamento il disegno di legge delega del governo in materia di reati contro i beni culturali, che prevede – nel suo testo attuale – la reclusione fino a 15 anni per chi devasta e saccheggia musei, archivi, aree archeologiche e monumenti, insieme a pene più severe per chi ruba un bene o possiede illegalmente un bene d’arte, per i trafficanti, per i tombaroli ‘beccati’ in possesso di un metal detector.

Attesa dal 2008, quando era stata suggerita dall’allora ministro della cultura Rutelli, la legge introdurrebbe nuovi reati, tra cui quello di ‘furto di bene culturale’ (per cui sono previste pene da 2 a 8 anni di carcere, da 4 a 12 se ci sono altre aggravanti) e di ‘traffico illecito’ (da 2 a 6 anni di reclusione), e incrementa le pene per ricettazione e riciclaggio legati all’arte. Il disegno di legge prevede aggravanti per le devastazioni e saccheggi quando questi colpiscono arte, paesaggio, musei e aree archeologiche, e rafforza gli strumenti di indagine. In pratica saranno possibili arresti in flagranza, processi per direttissima e intercettazioni anche per i reati contro il patrimonio.

Nel decreto di legge si elevano infatti ad autonome fattispecie speciali i delitti di distruzione, danneggiamento nonché di deturpamento o imbrattamento di beni culturali o paesaggistici. Si introduce la nuova, autonoma figura di reato di furto di bene culturale, con l’introduzione del il reato di “illecita detenzione” di bene culturale, punito con la reclusione fino ad 8 anni e con multe fino a 20 mila euro per colpire – si spiega nel testo del provvedimento – chi “pur estraneo alla ricettazione, acquista e detiene il bene culturale provento di reato conoscendone la provenienza illecita”. Si aumenta la pena per violazioni e alienazioni (fino a 2 anni e 80 mila euro di multa). Tra le aggravanti, quella per il delitto di uscita o esportazione illecite di bene culturale di rilevante valore. Sarà reato anche il possesso ingiustificato di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli in aree archeologiche. Pene più severe poi per la contraffazione di opere d’arte (da 1 a 6 anni più multa fino a 10 mila euro). E ancora, viene razionalizzata la materia degli sconti di pena e dei benefici per chi collabora con la giustizia e fa recuperare i beni trafugati.  Si avrà inoltre uno strumento più efficace contro il traffico d’arte, fonte di finanziamento sempre più utilizzata da terrorismo e criminalità organizzata. 

Nel frattempo, nel “decreto sulla sicurezza urbana”, presentato dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, ed approvato dal Consiglio dei ministri, arriva il Daspo urbano, per i ‘vandali’ che deturpano zone di pregio delle città: non potranno più frequentarle per un periodo di 12 mesi.  Il testo, 18 articoli, concede ai sindaci il potere di ordinanza – “ma non ci saranno sindaci-sceriffo”, ha puntualizzato Minniti – ed è stato condiviso con l’Anci. La linea guida del provvedimento, ha spiegato il ministro, “è un grande patto strategico tra Stato e poteri locali”.

Il decreto legge crea un nuovo organismo, il Comitato metropolitano, co-presieduto dal prefetto e dal sindaco della Città metropolitana, che svolge attività di analisi sulla sicurezza urbana nel territorio di riferimento. Si prevede poi che enti pubblici e soggetti privati possano concorrere, anche finanziariamente, all’attuazione delle politiche integrate di sicurezza urbana. Vengono introdotte sanzioni amministrative da 300 a 900 euro con l’ allontanamento fino a 48 ore per chi leda il decoro urbano o la libera accessibilità o la fruizione di infrastrutture (ferrovie, aeroporti, ecc.), luoghi di pregio artistico, storico o interessati da flussi turistici, anche abusando di alcolici o droghe, esercitando la prostituzione “in modo ostentato”, esercitando il commercio abusivo o facendo accattonaggio molesto.

Per finire, per chi si è ripetutamente reso protagonista di lesioni al decoro urbano scatta il Daspo urbano, l’ allontanamento fino a 12 mesi. Stessa misura, ma per un periodo da 1 a 5 anni, per chi spaccia droga nelle discoteche e locali di intrattenimento.

Sempre nell’ottica di avere città più vivibili e pulite, il decreto affida al giudice la possibilità di disporre il ripristino o la ripulitura dei luoghi o risarcimento, per chi deturpa o imbratta beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati.

Fonte: ANSA.IT

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