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Parco archeologico del Colosseo
Parco archeologico del Colosseo

Nasce il Parco archeologico del Colosseo, ultimo atto della “riforma Franceschini”

Il processo di riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, intrapresa nel 2014 dal ministro Dario Franceschini, è giunto a completamento con l’istituzione del Parco archeologico del Colosseo, assieme alla creazione della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale e la Soprintendenza speciale di Pompei. Il principale obiettivo di questo ultimo capitolo della riforma è l’adeguamento di queste due Soprintendenze a tutti gli standard internazionali in materia di istituti e luoghi della cultura.

In particolare, il Parco archeologico del Colosseo, a cui sono espressamente assegnati l’Anfiteatro Flavio, il Foro romano, il Palatino, la Domus Aurea e la Meta Sudans, nonché ogni altro monumento o immobile, ricompreso nell’area archeologica di competenza della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale, avrà un direttore e sarà il solo soggetto del Ministero ad essere competente su questa area. Esso, inoltre, agirà quale unico interlocutore con il Comune di Roma, anche con riferimento alla tutela dei siti e degli immobili di interesse culturale di proprietà comunale ivi compresi.

Il nuovo Parco archeologico del Colosseo consentirà al Ministero di avere una struttura dirigenziale di livello generale dedicata esclusivamente alla tutela, alla gestione e alla valorizzazione dei siti più visitati d’Italia e vi si applicheranno tutte le disposizioni già dettate per i musei e i parchi archeologici di rilevante interesse nazionale.

Le risorse provenienti dalla vendita dei biglietti del Parco contribuiranno, per un 30%, alla tutela di tutto il patrimonio culturale di Roma e per per un 20% – come già avviene dal 2015 per tutti i musei e i luoghi della cultura dello Stato – al sostegno dell’intero sistema museale nazionale.

Il direttore del “nuovo” Parco sarà individuato con un’apposita procedura di selezione pubblica internazionale. “La nascita del Parco archeologico del Colosseo completa oggi la riforma del MiBACT avviata nel 2014, un riassetto che con la creazione dei musei autonomi ha portato a molti miglioramenti sia in termini di quantità dei visitatori che di qualità dei servizi. Un passo in avanti che contribuirà a rilanciare il dialogo con Roma per valorizzare al meglio l’area archeologica urbana più importante al mondo”, ha spiegato Franceschini.

In conseguenza della istituzione del Parco archeologico del Colosseo, la Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale  è stata ridenominata “Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma”. Oltre al cambio di nome, sono stati ridisegnati i confini della Soprintendenza speciale, in modo da comprendere l’intero territorio del Comune di Roma. Questo ultimo avrà così un unico interlocutore statale in materia di tutela del patrimonio culturale, fatte comunque salve le competenze dei direttori di musei e parchi archeologici presenti nel medesimo territorio. Inoltre, è stata meglio definita l’organizzazione della Soprintendenza, stabilendo che essa dovrà articolarsi in aree funzionali sia per la tutela che per la valorizzazione, che manterrà la sua autonomia speciale e che – per assicurarne il buon andamento- viene individuato un apposito meccanismo di finanziamento: viene infatti ad essa trasferita una quota pari al 30% degli introiti complessivi annui del Parco archeologico del Colosseo prodotti da biglietti di ingresso, al netto dell’eventuale aggio.

Se si considera che, per il 2016, l’importo degli introiti complessivi annui derivanti da bigliettazione da Colosseo, Palatino, Foro romano e Domus aurea è, al netto dell’aggio concessorio, è stato di circa 35-36 milioni di euro (con lieve aumento rispetto agli anni precedenti), la Soprintendenza speciale disporrà di un finanziamento stabile pari ad almeno circa 11 milioni di euro annui; importo che si aggiungerà comunque ai trasferimenti che saranno assicurati dal Ministero (come avviene per tutte le Soprintendenze) e ad ogni altra eventuale risorsa (ad esempio, da donazioni o sponsorizzazioni).

Fonte: MiBACT

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